Le Tartarughe Ninja

Oggi sono conosciute da tutti, da grandi e piccini proprio perchè le tartarughe ninja (o ninja turtles) hanno superato decine di anni, sono passati dai cartoni animati, fumetti, film al cinema e soprattutto giocattoli

La nascita delle Tartarughe ninja

Era il maggio del 1984 quando i fumettisti statunitensi Kevin Eastman e Peter Laird autopubblicarono un fumetto in bianco e nero con il marchio Mirage Studios, la casa editrice con sede nel salotto di Laird.
Fino a quel momento, Kevin Eastman aveva pubblicato qualche lavoro su Comix Wave e Goodies, mentre Peter Laird veniva pagato solo 10$ a illustrazione da un giornale locale di Dover. Il nome “Mirage Studios” era proprio un riferimento ironico alla loro condizione di squattrinati: costretti a lavorare in uno spazio minuscolo, si chiedevano se quella loro avventura sarebbe stata un “miraggio” appunto, o avrebbe creato invece uno standard per il mercato del fumetto indipendente.
Le prime bozze della serie delle tartarughe Ninja nacquero come parodia di Daredevil e Ronin, fumetti di Frank Miller da cui Eastman e Laird erano profondamente ispirati.
Dopo aver realizzato il primo episodio della serie, Eastman e Laird cercarono un editore ma non trovarono nessuno che volesse pubblicarla, per questo, con un budget di soli 1200$ prestati dallo zio di Eastman, decisero di autopubblicarla e si affidarono per la stampa ad un’inesperta tipografia che stampò il primo numero con un formato inusuale per i fumetti.
Il primo volume di 40 pagine della serie Teenage Mutant Ninja Turtles fu distribuito in 3000 copie.

Eastman e Laird erano determinati a sfondare e così non si limitarono a far circolare il volume nelle solite fiere underground, ma crearono una versione ridotta di 4 pagine che inviarono a quasi 200 giornali, reti televisive e radiofoniche, tra cui le importanti Associated Press e United Press International. E funzionò: il primo volume suscitò infatti un così grande scalpore tra gli adolescenti da esaurire persino le ristampe.
Il tratto era ruvido e spigoloso, le espressioni dei protagonisti minacciose, era evidente l’influenza di Frank Miller e del suo universo Marvel.
Fu così che il progetto di Eastman e Laird non diventò mai un “miraggio” e, a partire dal 1984, Leonardo, Michelangelo, Donatello e Raffaello non furono più soltanto grandi artisti italiani ma anche tartarughe guerriere.

La storia delle tartarughe ninja

Nella serie illustrata del 1984, gli elementi fantascientifici si intrecciano con aspetti dell’antica cultura giapponese e della filosofia zen. Protagoniste sono 4 piccole tartarughe che vivono nelle fogne di New York ed entrano accidentalmente in contatto con un liquido radioattivo, rovesciatosi dopo un incidente automobilistico.

Subiscono così una mutazione che conferisce loro tratti umanoidi e facoltà intellettive pari a quelle degli esseri umani. Splinter, il mentore delle tartarughe, nel fumetto del 1984 era un topolino adottato come animale da compagnia dal saggio maestro di arti marziali Hamato Yoshi.

Questi cade vittima del perfido Shredder, maestro rivale e futuro capo della setta criminale chiamata “Clan del Piede”. Splinter, assunti anche lui tratti umanoidi in seguito al contatto con la sostanza radioattiva, decide di allevare le tartarughe come figli educandole secondo i rigidi principi della disciplina e della filosofia zen dei samurai.

Dopo un lungo addestramento fisico e spirituale nelle fogne della città, gli adolescenti Leonardo, Michelangelo, Donatello e Raffaello vengono considerati dal sensei pronti per iniziare la loro missione: condurre per le strade di New York una silenziosa e notturna guerra contro la malavita.

Quest’obiettivo, unito alla sete di vendetta nei confronti di Shredder, li porterà a scontrarsi contro il Clan del Piede, una setta di guerrieri Ninja che ha preso le redini del crimine organizzato nella Grande Mela.

Le 4 tartarughe ninja e i personaggi principali

Le tartarughe ninja sono molto simili tra loro si riconoscono oltre che dal carattere anche dal colore della bandana e dall’arma in cui sono maestri
Chiaramente non sono soli ci sono anche altri amici ad aiutarli a combattere contro il clan del piede
Vediamo insieme i principali personaggi:

Leonardo: è il fratello maggiore ed è riconoscibile dalla colore della bandana blu, la sua arma è la katana ed è il più saggio e riflessivo dei fratelli
Raffaello: è il secondo fratello e al contrario di leonardo è una testa calda, lo si riconosce dalla bandana rossa è maestro nell’uso dei pugnali
Donatello: bandana di colore viola, è il terzogenito ed è un vero e proprio genio della tecnologia ed è maestro nell’arte del bastone
Michelangelo: è il fratello più piccolo, ed è quello con la battuta pronta ha la bandana color arancione ed è maestro di nunchaku

come dicevamo poco sopra non ci sono solo le tartarughe ninja ma anche altri compagni di viaggio
Il Maestro Splinter che ha le sembianze di un ratto mutante ed è il maestro delle tartarughe, praticamente come un padre per loro, ed è chiaramente un maestro di arti marziali
April O’Neil: è un amica delle tartarughe e di splinter ed è umana, in base alle diverse produzioni è una iornalista d’assalto (nella serie animata) oppure nel film una assistente dello scienziato Baxter Stockman
Altro amico delle tartarughe è in particolare di Raffaello parliamo di Casey Jones li aiuta spesso in battaglia

 

Ninja Turtles non solo fumetti ma film, serie di cartoni animati, videogame

Nel 1987, la Mirage Studios firmò un contratto con Playmates Toys e il fumetto divenne una miniserie televisiva di 5 episodi per spingere la vendita della linea di giocattoli connessi. Il successo fu inarrestabile, ma lo spirito si perse un po’.

Nei fumetti, infatti, l’ambientazione era molto cupa e notturna e le scene di lotta violente e per nulla edulcorate. Erano le scene di combattimento a farla da padrona, con pochi dialoghi dal linguaggio adulto e talvolta volgare.

Essendo il cartone animato rivolto non più agli adolescenti ma ad un pubblico di bambini, la Playmates Toys operò numerose modifiche alla trama e ai personaggi, attenuando la violenza delle battaglie e l’atmosfera tenebrosa.

Fu così che, da cupi guerrieri, le tartarughe Ninja divennero eroi allegri e bonari. Furono introdotti inoltre molte passioni in cui i ragazzini potessero identificarsi, come la pizza e lo skateboard.

Ogni protagonista, inoltre, venne caratterizzato da una maschera di uno specifico colore e da un’arma: Leonardo ha maschera blu e katana; Donatello maschera viola e bastone; Raffaello maschera rossa e pugnali sai; Michelangelo, che è il più burlone dei quattro, maschera arancione e nunchaku.
Eastman e Laird non hanno mai apprezzato la prima versione dei cartoni animati e anche gli appassionati del fumetto si sono rifiutati di riconoscerla per le eccessive modifiche apportate, che hanno snaturato l’idea originale.

Tuttavia, la prima miniserie ha riscosso una popolarità incredibile tra i bambini ed è andata in onda per ben dieci stagioni, fino al 1996. Nel 1990 uscì il film, girato con attori in carne e ossa, che ebbe un enorme successo al botteghino.

Il film, seppur mantenendo le maschere colorate, è più fedele al fumetto e ne mantiene le ambientazioni tetre e notturne. Il primo videogioco uscì nel 1989 per la console Nintendo. A differenza di tutti i videogame che lo avrebbero seguito, non si trattava di un gioco di combattimenti, bensì di un classico platform game a due dimensioni che si rifaceva al cartone animato.

1 Comment
  1. […] serie è, invece, del novembre 2019. 1. Le mitiche Tartarughe Ninja sono protagoniste del primo episodio della terza serie. Si racconta la storia di come due […]

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