The Last Dance

La storia di Jordan e dei Chicago Bulls

La leggenda di Michael Jordan ha inizio nel 1984 quando quest’ultimo decise di abbandonare il college per diventare un giocatore professionista di basket.

Jordan con il sostegno dei suoi genitori spinto dalla passione per il gioco decise di dichiararsi eleggibile per il Draft NBA del 1984.

La storia di Michael Jordan si intreccia a quella dei Chicago Bulls proprio in quell’anno, ebbene Jordan fu selezionato dai Bulls con la terza scelta.
Jordan sin dalle prime partite con i Chicago Bulls dimostrò il suo talento rivelandosi uno dei migliori giovani e dei migliori talenti del basket. La sua ascesa culminò al primo anno con l’ottenimento del prestigioso premio Rookie of The Year, Jordan riuscì infatti grazie al suo talento a portare la squadra nel suo primo anno ai Play Off.

Questo risultato fu assolutamente straordinario ed insperato, all’epoca infatti i Chicago Bulls erano considerati una squadra mediocre e debole.
L’arrivo di Jordan sconvolse i Chicago Bulls e il mondo del basket, i dirigenti dei Chicago Bulls avevano infatti capito di avere tra le mani il miglior giocatore dell’NBA e pertanto decisero di costruire una squadra competitiva che potesse lottare per il titolo.

Grazie ai risultati ottenuti allla sua prima stagione Jordan fu selezionato nel quintetto iniziale all’All Star Game.

Fù proprio durante quell’evento che Jordan dimostrò al mondo la sua grandezza mandando al mondo dell’NBA un segnale relativo alla volontà di Jordan di condurre i Chicago Bulls al titolo.
Nelle sue prime stagioni sotto la guida del coach Doug Collins Jordan giocò delle partite straordinarie tra le quali si ricorda in particolare la partita di Boston avvenuta nel 1986 nella quale Jordan impressionò uno dei migliori giocatori dell’epoca Larry Bird il quale dichiarò in seguito alla partita la celebre frase “Penso che quello sia Dio travestito da Jordan”.
Nonostante le ottime prestazioni Jordan non riuscì nei primi anni a condurre la squadra alle finals, all’epoca infatti la lega era in sostanza dominata da tre squadre ovvero i Boston Celtics, i Lakers ed infine i Pistons.
Jordan grazie alle sue prestazioni riuscì nonostante tutto a restituire il prestigio perduto in precedenza ai Chicago Bulls che divennero in pochissimo tempo una delle squadre di maggior rilievo dell’NBA. Questo particolare rilievo era in sostanza dovuto a Michael Jordan, ebbene ogni partita casalinga realizzava il tutto esaurito, vi erano infatti numerose persone che viaggiavano da tutto il mondo per vedere le sue magie sul campo.
Un punto di svolta si ebbe nella stagione del 1988-89 nella quale i Chicago Bulls perdettero contro i loro acerrimi rivali ovvero i Detroit Pistons i quali erano riusciti a neutralizzare Jordan grazie a delle apposite regole chiamate Jordan rules le quali in sostanza rappresentavano un particolare modo di difesa basato sul gioco fisico nel tentativo di abbattere Jordan ogni volta che quest’ultimo tentava di andare a canestro.

La sconfitta contro i Pistons spinse i Chicago Bulls a licenziare Collins e ad affidare la panchina a Phil Jackson. Questo coach segnò la storia dei Chicago Bulls e dell’intero mondo del basket, quest’ultimo rivoluzionò infatti gli schemi di attacco di Chicago utilizzando lo schema a triangolo in precedenza ideato da Tex Winter.
Grazie a questi particolari schemi numerosi giocatori della squadra divennero inarrestabili, tra questi si possono citare ad esempio Scottie Pippen e Horace Grant che divennero degli ottimi supporti per Michael Jordan.
Grazie a queste rivoluzioni dopo le due sconfitte per mano dei Pistons i Chicago Bulls riuscirono i vincere il loro primo titolo nel 1991 dando inizio ad una dinastia che dominerà la lega per numerosi anni. Il primo titolo giunse dopo una vittoria conquistata contro i Lakers di Magic Johnson.
Dopo questa stagione, i Chicago Bulls riuscirono a vincere il titolo anche nei due anni successivi realizzando il three-peat. Nel 1992 infatti i Chicago Bulls vinsero il titolo contro Portland, mentre nel 1993 lo vinsero battendo i Phoenix.
Jordan dopo la vittoria dei tre titoli e dei tre anelli Jordan dichiarò che questo era sempre stato il suo obiettivo. Jordan voleva infatti eccellere cercando di realizzare un obiettivo mai in precedenza da nessuno conquistato. Ebbene all’epoca neanche giocatori come Johnson o Bird erano riusciti a conseguire tale risultato.
In seguito a questi risultati e alla morte del padre Jordan privo di motivazioni decise di ritirarsi e giocare a baseball. In seguito spinto dalla sua passione decise di riprendere a giocare a basket conducendo i Chicago Bulls alla vittoria di altri due titoli nel 1996 contro Seattle e nel 1997 contro gli Utah Jazz.

The last dance

The last dance, ovvero l’ultimo ballo, rappresenta il titolo dato da Phil Jackson alla stagione dei Chicago Bulls del 1998.

A causa di numerosi screzi tra Phil Jackson e la dirigenza e Jerry Crause i Chicago Bulls avevano affermato prima dell’inizio della stagione che a prescindere dai risultati forniti da Jackson e della squadra, quest’ultimo non sarebbe mai stato riconfermato. Con questa consapevolezza Jackson intitolò l’ultima stagione The last Dance conscio del fatto che la sua avventura con i Bulls si sarebbe conclusa in quella stagione.

In questa serie TV di Netflix che ha davvero battuto molti record, si trattano molti temi collaterali al basket come ad esempio la leadership di MJ i suoi contratti milionari ma soprattutto la sua ossessione nel vincere

Nonostante le suddette tensioni la squadra guidata da Michael Jordan riuscì nell’impresa e conquistò il terzo titolo NBA di fila  nuovamente contro gli Utah Jazz in seguito a quelli conquistati nelle due precedenti stagioni. La vittoria di questo titolo giunse grazie al famoso tiro in sospensione realizzato da Michael Jordan a cinque secondi dalla fine.
In seguito a tale vittoria la dirigenza decise di rivoluzionare completamente la squadra e l’allenatore.

Michael Jordan dopo aver dichiarato in precedenza che non avrebbe giocato per altro coach oltre Jackson decise di ritirarsi nuovamente.

La storia di un successo di squadra nell’ NBA per diversi anni consecutivi

La storia dei Chicago è una storia di riscatto, la squadra infatti agli inizi era fortemente criticata dai tifosi per i scarsi risultati. Jordan grazie alla sua passione e alla sua fede riuscì a conquistare grazie al suo talento l’intera città di Chicago divenendo uno dei giocatori sportivi più famosi e più conosciuti al mondo.

Jordan riuscì infatti a far sì che il suo sogno che i Chicago Bulls fossero rispettati così come le squadre più blasonate tra le quali i Lakers divenisse realtà.
Il draft del 1984 diede il via all’inizio di una dinastia che porterà i Chicago Bulls a vincere sei titoli su otto dal 1991 al 1998.

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