I giocattoli della nostra infanzia: una serie Netflix

Una fantastica serie su Netflix dei giocattoli del passato

The toys that made us (in italiano, I giocattoli della nostra infanzia) è la straordinaria serie-documentario statunitense prodotta da Netflix dedicata alle aziende produttrici dei giocattoli più iconici tra gli anni settanta e ottanta e che sono diventati veri e propri emblemi di un’epoca.

È costituita da tre stagioni per un totale di dodici episodi di circa tre quarti d’ora, massimo un’ora, ciascuno. Ognuno di questi è dedicato ad un giocattolo e cerca di spiegarci come questo pezzo di plastica abbia portato l’azienda, che lo ha ideato e prodotto, a fatturare cifre da capogiro e, in alcuni casi, al declino successivo.

La sigla della serie ricalca le storiche sigle dei cartoni degli anni novanta e ogni episodio intervalla interviste ai creatori dei giocattoli, ad immagini dell’epoca e spezzoni di cartoni.
Ecco che quindi, questa docuserie riporta alla luce i meravigliosi ricordi della nostra infanzia e con essi una grande dose di nostalgia.

Tuttavia, non abbastanza da farci rattristare. La serie è, infatti, molto divertente, poiché si rivolge ai giocattoli e ai loro produttori con grande ironia, spesso ponendo domande scomode e con toni canzonatori.

Quest’effetto comico è poi sottolineato dai montaggi molto dinamici e simpatici. Insomma, una serie perfetta per passare qualche serata divertendosi e facendo grosse risate, ma anche per scoprire cosa sta dietro i tuoi giocattoli del cuore

Alcuni giocattoli non hanno avuto da noi lo stesso successo che hanno avuto in America, ma negli anni 80 non esisteva internet e molte delle serie americane magari da noi passavano su canali minori, ma alcuni giocattoli sono invece rimasti nel cuore di tutti

Una delle cose più spettacolari di questa serie è anche che i protagonisti di quel periodo, gli ideatori i disegnatori raccontano come le idee siano venute ai disegnatori, ad esempio Skeletor (l’antagonista di He-man) è stato creato da una brutta esperienza avuta da piccolo ad un luna park da parte di uno dei disegnatori

Grazie a questa serie Tv riusciamo a scoprire molti dietro le quinte dei più grossi successi di giocattoli, e vedrete spesso che le licenze e la velocità di decisione hanno decretato successi ed insuccessi delle maggiori case produttrici di giocattoli

La prima serie dei giocattoli della nostra infanzia

La prima serie è stata pubblicata nel dicembre del 2017, ecco il contenuto dei primi quattro episodi.
1. La serie è inaugurata da quello che è stato il franchise più redditizio di sempre: Star Wars. In particolare viene ripresa l’affascinante vicenda, per cui la Lucasfilm, dopo molti rifiuti, riuscì a far produrre i giocattoli per il proprio film fantascientifico da una piccola azienda di Cincinnati, la Kenner Products. Questo progetto, molto ambizioso per l’azienda, le porterà introiti, è proprio il caso di dirlo, stellari.
2. Segue poi un episodio su Barbie, la bambola più iconica e venduta al mondo: ne sono state vendute più di due bilioni e il suo successo è enorme anche ai giorni nostri. Venne inventata dal co-fondatore di Mattel, che introdusse nel settore dei giocattoli, fino ad allora destinato perlopiù ai maschi, un gioco da bambina.
3. Il terzo episodio è invece dedicato ad He-Man ma anche ai Masters of the universe in generale e viene raccontata la storia di questa linea di action figure, dalla creazione per competere con Star Wars, il grande successo e fatturato di milioni di dollari, fino al declino.

4.Infine, la prima serie si conclude con G.I. Joe e narra come l’azienda Hasbro abbia inventato le action figure, una sorta di corrispettivo maschile di Barbie, che poi saranno di grande aspirazione anche per moltissimi altri giocattoli.

La seconda serie dei giocattoli della nostra infanzia

Al successo della prima serie, segue la seconda, rilasciata su Netflix nel maggio 2018.
1. La seconda stagione inizia con un episodio dedicato a Star Trek. Dalla prima messa in scena della serie nel 1966, il franchise di questa saga fantascientifica dovette affrontare vicende avverse, di successo e di declino; fino ai giorni nostri, in cui la vendita di questo prodotto è ancora forte e viva.
2. Vi è poi una puntata a tema Trasformers, i giocattoli nati dalla necessità della già citata azienda Hasbro di creare una linea da vendere accanto a G.I. Joe. Grazie al connubio tra una storia della Marvel Comics e dei giocattoli giapponesi vennero quindi alla luce i Transformers, che cambiarono per sempre il mondo dei giocattoli.
3. Non poteva mancare poi un episodio a tema Lego, l’azienda produttrice di giochi più grande e redditizia al mondo. Un vero e proprio impero costruito a partire da una piccola azienda situata nella campagna danese.
4. Infine, si parla di Hello Kitty, la gattina sorridente inventata da Shintaro Tsuji, il fondatore dell’azienda Sanrio. Divenne da subito il giocattolo preferito delle bambine giapponesi, per poi diffondersi in tutto il mondo, diventando un’icona e portando un fatturato di più di cinque bilioni di dollari all’anno.

La terza serie dei giocattoli della nostra infanzia

L’ultima serie è, invece, del novembre 2019.
1. Le mitiche Tartarughe Ninja sono protagoniste del primo episodio della terza serie. Si racconta la storia di come due fumettisti sconosciuti abbiano inventato questi personaggi che poi sconvolsero completamente l’industria dei giocattoli.
2. Il secondo episodio si sofferma invece sui Mighty Morphin Power Rangers, i giocattoli protagonisti della serie prodotta da Haim Saban e ispirati dalle serie giapponesi Super Sentai. Da sempre questi personaggi dominano la televisione e l’industria dei giocattoli.
3. Una puntata è dedicata anche ai My Little Pony, i dolci unicorni morbidi e in colori pastello inventati dal marchio Hasbro, ponendosi come un’ottima alternativa nel mercato dominato da Barbie e Fragolina.
4. L’ultimo episodio si sofferma invece su Wrestling agonistico, le celeberrime figure ispirate al mondo del Wrestling. Le interviste agli inventori di queste analizzano l’epica di questo giocattoli, tra vendite da capogiro e insuccessi.

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