Street Fighter

Ogni epoca ha il suo street fighter, oggi è in 3D, ma quando è uscito nelle sale giochi era un bellissimo 2d e la giocabilità non è cambiata di molto

La Serie Street Fighter

Generazioni intere hanno avuto modo di intrattenersi con un videogioco che è stato davvero in grado di segnare un’epoca.

Dalla sua prima uscita, nel 1987, è stato successivamente in grado di appassionare moltissimi ragazzi, proprio per questo ne furono realizzati vari sequel che hanno abbracciato un pubblico sempre più vasto di appassionati.
Pubblicato da Capcom, il gioco street fighter venne convertito per essere utilizzato in diversi home computer.

La serie, inizialmente ispirata al manga Karate Baka Ichidai, vede come protagonista Ryu che deve affrontare dieci lottatori diversi (ovviamente comandati dal pc), dislocati in diverse parti del mondo: Stati Uniti, Giappone, Regno Unito e Cina.

Per riuscire a superare i vari stage e quindi vincere la partita e proseguire nel gioco, è necessario che il giocatore vinca almeno due round su tre. Solo attraverso la sconfitta degli avversari, infatti, è possibile procedere alla nazione successiva, dove si incontreranno con gli altri lottatori da sconfiggere.
Dopo aver superato i quattro paesi e i relativi avversari, il giocatore raggiungerà la Thailandia per sconfiggere gli ultimi due combattenti del gioco.

Nel corso del gioco sono concessi due bonus stage, uno in cui il giocatore deve essere in grado di distruggere una pila di mattoni con un colpo solo, e il secondo in cui è richiesta la rottura di alcune tavolette di legno tenute in mano da alcuni uomini. In quest’ultimo caso è necessario che la missione venga completata in un tempo prestabilito.

Il primo Street Fighter nel 1987

Il primo Street Fighter approda sul mercato nel 1987 e, per la tecnologia dell’epoca, era un videogioco davvero innovativo che, per certi versi, nulla ha a che spartire con tanti giochi di maggior violenza che si trovano oggi sul mercato. Infatti, il presupposto era quello di combattere e di mettere ko l’avversario, senza l’ausilio di armi, ma semplicemente utilizzando diverse strategie di combattimento, tra cui il sumo, il karate, wrestling, etc.
Il gioco disponeva di un sistema di controllo dotato di joystick con due grossi bottoni.

Uno dei due era necessario per determinare la potenza con la quale il colpo sarebbe stato sferrato nei confronti dell’avversario e avrebbe potuto determinare la vittoria. Si poteva scegliere se combattere con calci o pugni e ogni colpo includeva la possibilità di tre diverse varianti di forza.
La presenza di questi due bottoni venne poi sostituita con un layout a sei pulsanti che permetteva di avere una maggiore precisione nella scelta della forza del colpo, e limitò la tendenza di molti giocatori a premere troppo forte sui due bottoni originariamente disponibili, con il rischio di danneggiare i controlli.

Street Fighter 2 nel 1991

L’iniziale successo di questo prodotto incentivò i suoi creatori a proseguire con la presentazione di un seguito che venne reso pubblico nel 1991. Rispetto al precedente, Street fighter 2 ebbe un successo veramente planetario e la sostanziale differenza fu nell’implementazione di altri personaggi, in aggiunta a quelli già noti e familiari ai fans del primo videogioco.
Sfruttando e cavalcando l’onda di cotanto riscontro, fu facile pensare alla nascita di un gran numero di versioni, tra cui Super Street Fighter II, Super Street Fighter II Turbo, ma anche delle versioni non ufficiali che aggiungevano personaggi, mosse speciali, modalità e velocità di combattimento innovative e variabili.
Tra i tanti personaggi disponibili, nei quali il giocatore si poteva immedesimare per iniziare la sua lotta, alcuni meritano, a tutti gli effetti, di essere citati come personaggi d’onore che si contraddistinguevano per peso, capacità di combattimento, luogo di nascita, e genere (era possibile scegliere un combattente uomo, ma anche una combattente donna!).
Tra i tanti personaggi Blanka è un mostro esito di una metamorfosi che lo ha reso particolarmente potente a livello fisico, oltre che avergli attribuito la capacità di annientare i suoi nemici con delle scariche elettriche. Chun-Li è invece l’unico personaggio femminile del secondo capitolo e, nonostante la sua forza contenuta, si rivela dotata di una spiccata agilità. Dkalsim si palesa come un personaggio immaginario dal corpo scheletrico, ma dotato di una massiccia muscolatura e, diversamente dagli altri, ha la capacità di estendersi come se fosse fatto di gomma, grazie alle sue approfondite conoscenze yoga. Edmond Honda, infine, è un lottatore di sumo, quindi è dotato di un fisico particolarmente possente, nonostante questo è dotato di una grande agilità soprattutto nella fase del salto.

Un successo multipiattaforma dalla sala giochi fino alle nuove console attuali

Soprattutto in considerazione del grande riscontro che questo gioco ebbe nel pubblico, gli ideatori del format sono stati incentivati, da guadagni e popolarità, a implementare l’utilizzo di questo gioco in base alla grande evoluzione tecnologica che si è susseguita nel tempo.
Se inizialmente street fighter poteva essere utilizzato attraverso la consolle e con l’accesso alla televisione, con l’andare del tempo, l’avvento dei pc, ha fatto emergere l’esigenza di un prodotto che potesse essere fruibile anche dal computer.
Si tratta di uno dei giochi che, presumibilmente, vanta una delle storie più lunghe in assoluto, soprattutto se si considera che la sua prima uscita sul mercato risale al 1987 e la sua ultima versione è appena del 2016.
Nel frattempo, la grande fama che questo prodotto è stato in grado di avere, attirando una svariata tipologia di pubblico e portando a bordo generazioni diverse (ma anche accompagnando nella crescita ragazzi che hanno fatto di questo videogioco il loro passatempo preferito), ha concesso la possibilità di pensare anche a serie televisive e film strettamente legate all’ambientazione e ai personaggi di questo fortunato game. A tal proposito, giù nel 1994 venne ideato il primo film che però non fu in grado di ottenere il riscontro sperato e subì delle critiche, anche pesanti, dagli appassionati del videogame.
Più di recente è stato oggetto di serie televisive, web serie ed ha offerto numerosi spunti per la realizzazione di pellicole filmografiche, ma anche manga e trasposizioni a fumetti.

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